domenica , Maggio 16 2021
Home / Appunti di italiano / Analisi logica: come si fa?
Analisi logica

Analisi logica: come si fa?

Come si fa l’analisi logica? In cosa differisce da quella grammaticale? E soprattutto, perché gli insegnanti non fanno altro che ripetere quanto sia importante?

Oggi cercheremo di dare una risposta a tutte queste domande e a comprendere in maniera chiara, una volta per tutte, come si esegue l’analisi logica senza commettere più errori.

Prima però di addentrarci tra i vari elementi che compongono una frase, dobbiamo fare una doverosa premessa.

Sappiamo bene che chi si approccia per la prima volta all’analisi logica possa non comprenderne fin da subito l’importanza.

Conoscere e capire il ruolo delle parole, da un punto di vista logico, all’interno di una proposizione, è in realtà cruciale per la scrittura e la comprensione dei testi, a prescindere dal genere o dal grado di difficoltà degli stessi, oltre che per uno studio più agevole della lingua latina.

Analisi logica e grammaticale: quali sono le differenze?

L’analisi logica e l’analisi grammaticale hanno come oggetto lo studio delle proposizioni, ma in due modi distinti.

Con l’analisi grammaticale (che spesso è preceduta dallo studio delle parti del discorso) si analizza una frase parola per parola a prescindere dalla connessione e dal rapporto tra le stesse.

Ogni termine viene dunque preso singolarmente ed associato ad una delle nove categorie grammaticali: articolo, nome, aggettivo, pronome, verbo, avverbio, preposizione, congiunzione ed interiezione.

Con l’analisi logica, invece, l’oggetto non è la parola fine a se stessa, bensì il ruolo di una determinata parola, o un gruppo di parole, in relazione alle altre.

Facciamo un esempio semplicissimo: “Luca mangia la mela” “Anna ha regalato una penna a Luca”.

Nell’analisi grammaticale, Luca è, in entrambe le proposizioni, un nome proprio di persona.

Nell’analisi logica, invece, dobbiamo capire il ruolo di Luca in ciascuno dei due contesti.

Nel primo esempio cosa fa Luca? Luca mangia una mela, cioè svolge un’azione, per cui è il soggetto della frase, colui che agisce.

Nel secondo esempio, chi svolge l’azione? Anna, è lei infatti a regalare la penna. A chi l’ha regalata? A Luca, che è appunto colui su cui l’azione ricade e che in analisi logica viene individuato come complemento di termine.

Gli elementi fissi dell’analisi logica

Le frasi possono avere numerose strutture, da quelle più semplici e brevi a quelle più lunghe e complesse.

In analisi logica definiamo elementi fissi quelli indispensabili affinché una frase abbia senso compiuto e si possa analizzare.

Gli elementi fissi sono: soggetto e predicato.

Facciamo un esempio di frase minima che utilizzeremo come riferimento: “Elisa studia”

Il soggetto

In questo caso il soggetto è indubbiamente Elisa. Ma perché?

Perché si tratta di colei che svolge l’azione di studiare. Infatti, con i verbi alla forma attiva il soggetto è chi esegue l’azione.

Ma cosa accade quando ci troviamo dinanzi ad un verbo passivo/riflessivo o ad un predicato nominale?

Con i verbi passivi o riflessivi, il soggetto è chi subisce l’azione, l’esempio di scuola è: la mela è mangiata dal bambino. La mela subisce l’azione e quindi possiamo affermare che sia il soggetto.

Ancora un esempio: nella proposizione “Luigi è basso”, questo non subisce né esegue un’azione. Si tratta di colui a cui il predicato nominale “è basso”, attribuisce una qualità, diventando così il soggetto della frase.

Altre tipologie di soggetto: sottinteso e partitivo

Quando il soggetto non c’è, può essere sottinteso. Lo si può o ricavare dalla declinazione del verbo, oppure perché la frase in questione è la risposta asd una domanda in cui il soggetto figura.

Facciamo due esempi:

1 – “Mangiamo una mela”. Il soggetto sottinteso è deducibile dal verbo ed è “noi”.

2 – “Dov’è andata Maria?” “Sicuramente è andata a comprare il pane. Il soggetto compare nella proposizione interrogativa.

Il soggetto partitivo, nell’analisi logica, è quello che è preceduto da un articolo partitivo (del, dello, della, delle, dei, degli) ma attenzione a non confonderlo con un complemento.

Nel soggetto partitivo, infatti, l’articolo partitivo esprime soltanto una parte di una totalità.

Esempio: “Dei bambini giocano sotto casa.”.

Cosa accade con i verbi impersonali

Stai eseguendo l’analisi logica ma proprio non riesci ad individuare il soggetto, nonostante tu abbia appreso perfettamente quanto abbiamo appena detto.

Niente panico, esistono delle eccezioni.

Nel caso di frasi formate con i verbi impersonali, non c’è il soggetto.

Questo accade, tra gli altri casi, con i verbi che esprimono una condizione atmosferica: “in inverno nevica spesso”.

Il predicato verbale e nominale

L’altro elemento fisso dell’analisi logica è il predicato che può essere verbale o nominale.

Semplificando la questione per renderla facilmente comprensibile, possiamo dire sinteticamente che il predicato è il verbo.

Lo si definisce verbale quando, da solo, ha un senso compiuto ed appunto indica un’azione o uno stato del soggetto.

Nell’esempio “Elisa studia”, il verbo studia è appunto un predicato verbale.

Il predicato nominale, invece, è formato da due elementi: un verbo copulativo (essere, diventare, sembrare etc) più un aggettivo o un sostantivo.

Ecco qualche frase in cui figura un predicato nominale:

  • La mamma è buona.
  • Andrea sembra felice

Gli elementi variabili dell’analisi logica

Passiamo adesso agli elementi che possono comparire all’interno di una proposizione o di un periodo ma che non sono indispensabili affinché lo stesso abbia un senso compiuto.

Stiamo parlando di: attributi, apposizioni e complementi.

L’attributo

In analisi logica l’attributo è ciò che in analisi grammaticale chiameremmo aggettivo oppure avverbi e participi, passati e presenti, utilizzati in funzione di aggettivi.

L’attributo può essere, a seconda dell’elemento a cui è riferito:

  • del soggetto,
  • di un complemento,
  • del predicato nominale.

L’apposizione

Per apposizione si intende un nome che, unito ad un altro, lo determina o precisa.

Ad esempio:

“L’avvocato Mario Rossi arriverà nel pomeriggio”. L’avvocato è l’apposizione in quanto qualifica il signor Rossi.

I complementi

Analizzare in maniera precisa e puntuale tutti i complementi dell’analisi logica renderebbe la nostra esposizione troppo prolissa.

Per questo, qui troverai dei cenni sui complementi più rilevanti.

Se sei interessato a comprenderne alcuni in maniera più specifica ed approfondita, puoi leggere le guide che riguardano ed analizzano un singolo complemento per volta.

I complementi sono degli elementi che, aggiunti ad una proposizione, la arricchiscono di informazioni e dettagli.

Vediamo come individuare i principali.

  • Il complemento predicativo del soggetto/dell’oggetto: quel nome o aggettivo che completa il significato del verbo, riferendosi appunto al soggetto o all’oggetto.
  • Il complemento oggetto: risponde alle domande “chi? che cosa?”
  • Il complemento di specificazione: risponde alle domande “di chi? di che cosa?”
  • Il complemento partitivo: risponde alle domande “tra chi? tra che cosa?”
  • Il complemento di termine: risponde alle domande “a chi? a che cosa?”
  • Il complemento di luogo che si suddivide in: stato in luogo, moto a luogo, moto da luogo, moto per luogo.
  • Il complemento d’agente o causa efficiente: nelle frasi passive risponde alle domande “da chi? da che cosa?”

Indubbiamente le nozioni sono tante, alcune più semplici mentre altre richiedono un po’ di attenzione in più.

Dopotutto, il segreto per padroneggiare al meglio l’analisi logica consiste nell’avere una buona guida da utilizzare come riferimento e nel fare tanta pratica.

Circa Feliciana

Guarda anche

esame di maturità

Esame di maturità, tutto quello che c’è da sapere

L’esame di maturità o esame di stato, è una prova conclusiva del ciclo di istruzione ...

Al di là o aldilà

Al di là o aldilà: come si scrive correttamente?

Al di là o aldilà, quale delle due grafie è quella corretta? E perché capita ...

A volte o avvolte

A volte o avvolte: come si scrive correttamente?

Si scrive a volte o avvolte? E perché capita frequentemente di leggere entrambe le forme? ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *