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Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale” di Eugenio Montale: analisi e commento

La poesia di Eugenio MontaleHo sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale” è stata composta nel novembre del 1967.

La pubblicazione è avvenuta nel 1971 nell’opera Satura, alla sezione Xenia II.

Il commento al brano

Il componimento “Ho sceso le scale, dandoti il braccio, almeno un milione di volte” vede come protagonista la defunta moglie di Eugenio Montale, la scrittrice Drusilla Tanzi.

Drusilla muore nel 1963, un anno dopo il matrimonio con il poeta, in seguito a complicazioni dovute ad una caduta, anche se i due erano sentimentalmente legati da molto più tempo.

Un amore forte ed intenso, Drusilla infatti è sposata ed ha un figlio quando conosce Montale, ma questo non ostacola la loro travagliata unione.

Il poeta durante la relazione con Drusilla frequenta altre donne ed intrattiene con loro rapporti epistolari.

Stando proprio ad una epistola inviata ad Irma Brandeis, Montale narra di aver dissuaso dal suicidio la sua Drussila, la quale temeva il suo abbandono.

Ed è esattamente questa la potenza espressiva dalla quale il lettore viene colpito fin dal primo verso del componimento “Ho sceso le scale, dandoti il braccio, almeno un milione di volte”.

Del resto un amore così fervente non può che lasciare un vuoto altrettanto importante, che è appunto il tema centrale della poesia.

Nel primo verso il poeta compie un’azione quotidiana, scendere le scale ma questa volta tutto ha un sapore diverso.

Infatti il suo braccio non sorregge più la sua amata e il vuoto si fa sempre più intenso ad ogni passo.

Anche se il loro viaggio è terminato, la vita di Montale continua anche se appare chiaro ai suoi occhi, come una rivelazione, quanto la stessa non sia fatta di futili incombenze.

Nella seconda strofa, Montale rievoca la scena dello scendere le scale offrendo il braccio a Drusilla, soprannominata “Mosca” per via di una forte miopia, la cui vista era solo in apparenza offuscata.

Chi realmente faceva affidamento sull’altro era proprio il poeta, che contava sulla vista di Drusilla.

Del resto, era lei la sola in grado di comprende l’essenza vera delle cose e mostrargli la realtà più autentica.

Montale ha guidato milioni di volte la sua amata per le scale, ma lei lo ha guidato lungo percorsi molto più complessi, nel viaggio della loro vita.

L’analisi metrica di “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”

La poesia si compone di due strofe rispettivamente di sette e cinque versi liberi e piani.

Lo stile del componimento è prosastico e le rime sono soltanto due: crede-vede vv. 6-7 e due-tue vv. 10-12.

Il lessico è semplice ed immediato e attinge a vocaboli d’uso quotidiano.

Le figure retoriche presenti nel componimento sono:

  • Iperbole: al v. 1 “”Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”.
  • Metafora: ai vv. 1-3 “milioni di scale” e “lungo viaggio” si riferiscono alla vita che i due hanno trascorso assieme.
  • Ossimoro: al v. 3 “è stato breve il nostro lungo viaggio”.
  • Anafora: ai vv. 1-8 “Ho sceso”

Circa Feliciana

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