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Rinvio o reinvio

Rinvio o reinvio: come si scrive?

Nella scelta tra rinvio o reinvio potrebbe sorgere qualche dubbio durante la scrittura. Invece, nel parlato capita che molti sono abituati a dire reinvio senza chiedersi se è corretto o sbagliato.

Ebbene: tre fonti linguistiche ci dicono che rinvio è la parola forma giusta da scegliere. L’etimologia ci spiega perché molti sbagliano, ricordiamo che si tratta della scienza che indaga la storia delle parole.

Le tre fonti letterarie che useremo sono: Accademia della Crusca, Treccani e tutti i dizionari di etimologia.

Rinvio o reinvio: ecco perché sbagliamo

Abbiamo appurato che è corretto scrivere rinvio perché è la coniugazione al presente del verbo rinviare.

Iniziamo proprio dall’etimologia, ovvero la storia delle parole. Rinviare è composto da:

  • re che significa di nuovo o indietro
  • inviare che vuol dire spedire qualcosa o anche qualcuno.

Rinviare è sinonimo di rimandare, qualcosa quindi che torna di nuovo o indietro. Se è un appuntamento ad essere rinviato significa che viene spostato.

E’ proprio così che lo spiega la Treccani. La famosa enciclopedia riporta che è un verbo transitivo, composto da r- e inviare. Nella lingua italiana, re si trasforma spesso in ri, quindi rinviare, io rinvio, eccetera.

Ecco cosa dice l’Accademia della Crusca

Nel 2003, l’Accademia della Crusca ha ricevuto nel forum questa domanda, simile alla nostra: rinvio o reinvio?

La risposta corretta è rinviare anche nella pronuncia. Ha spiegato che la posta elettronica ha portato a nuovi neologismi e termini che non sempre sono corretti.

“È vero, per altro, che, come per «rimandare», il significato piú comune è oggi un altro, per cui recentemente, con l’introduzione della posta elettronica, è stato avvertito da molti bisogno di coniare un neologismo come «*reinviare». Si badi, tuttavia, che (1) la naturale evoluzione fonetica d’un tale neologismo sarebbe lo stesso «rinviare», (2) si può sempre ricorrere a sinonimi quali «rispedire». Di piú: l’uso piú comune che si fa di questo verbo –in un contesto di posta elettronica – è abbastanza improprio, in quanto quasi mai significa «inviare di nuovo», bensí «usare come punto di partenza per un altro messaggio».”

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