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Riassunto Se questo è un uomo
Riassunto Se questo è un uomo

Riassunto Se questo è un uomo – Primo Levi

Se questo è un uomo è una famosa opera di Primo Levi ambientata nella Seconda Guerra Mondiale precisamente nei campi lager dove gli ebrei venivano catturati. Il libro ripercorre il percorso fatto dallo stesso Levi all’interno di questi luoghi infernali e l’arrivo in essi dei russi che libereranno tutti i campi di concentramento. Vi offriamo un riassunto di questa toccante opera e la possibilità di acquistare e leggere integralmente questo libro.

Riassunto Se questo è un uomo
Riassunto Se questo è un uomo

 

Titolo: Se questo è un uomo

Autore: Primo Levi

Editore: Einaudi

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Riassunto Se questo è un uomo – Primo Levi

Primo Levi fu catturato dalla Milizia fascista il 13 dicembre 1943 quando aveva soltanto ventiquattro anni. Levi fu prelevato da Fossoli, nelle vicinanze di Modena e arrivò alla fine del gennaio 1944, dove gli ebrei catturati, erano circa cento cinquanta; poche settimane dopo diventarono seicento.

Il 20 febbraio 1944 i tedeschi controllarono il campo; il giorno dopo si seppe che il 22 febbraio 1944 gli ebrei saranno sarebbero stati trasportati nel campo di concentramento di Auschwitz; il viaggio non escludeva nessuno, né bambini, né anziani e neanche malati. Arrivata la mattina, le SS cominciarono a far salire i prigionieri sui vagoni che erano dodici. In quello di Levi c’erano soltanto quarantacinque persone: solo quattro di esse ritorneranno a casa, tutti gli altri no. Faceva freddo c’era la neve e la strada non sembrava mai finire.

Dopo aver attraversato città austriache, poi ceche e Infine polacche, arrivarono ad Auschwitz. Un autocarro li portò al campo di concentramento, dove all’ingresso campeggiava (tutt’ora) la scritta “Il Lavoro Rende Liberi “; Levi e gli altri furono però condotti al campo di concentramento di Buna- Monowitz, vicino ad Auschwitz.
Entrò in una stanza, dove fu spogliato e gli furono rasati completamente i capelli. Dopo questo sdegnoso processo si passava all’identificazione di ogni persona scrivendo sul braccio di ognuno il numero: Levi era il 174.517.
La vita all’interno del campo di concentramento era inaccettabile ed un giorno Levi si ferisce ad un piede e viene diretto verso l’infermeria del campo. Qua conosce molte persone, non va a lavorare poichè inabile, ma il cibo era quasi assente.
Dopo essere stato dimesso dall’infermeria, Levi viene mandato in una nuova baracca. E’ qui dove conosce chi sarà il suo migliore amico: Alberto con cui divideva la propria cuccetta.
Nel campo di Auschwitz c’erano moltissime regole; ogni mattina, ciascuna persona doveva radunarsi nella Piazza dell’Appello dove erano decisi i Gruppi di lavoro. Si rientrava nel campo al tramonto dopo essere stati tutto il giorno a lavorare al freddo.
Infine, al tramonto ci si radunava per l’ennesima volta alla piazza dell’Appello, dove una volta contati si poteva andare a dormire.
Nella sfortuna però Levi poté essere fortunato, infatti gli fu affidato l’incarico di lavorare nel laboratorio di chimica. Lavorare lì voleva dire salvarsi dalle selezioni dell’Ottobre 1944 quando arrivarono nuovi prigionieri. Erano questi i mesi in cui la Germania veniva invasa dalle truppe russe. I prigionieri erano speranzosi in una liberazione, ma nei lager tutto continuava: le SS arrivarono a punire ed a uccidere senza motivo, vite su vite, corpi su corpi uccisi senza nessun motivo.

Poco dopo i tedeschi si arresero e fu lanciato l’ordine di lasciare i campi; allo stesso tempo anche i prigionieri poterono scappare, anche se furono in pochi visto l’incapacità dovuta alla malattia. Non si aspettava altro che un salvataggio per quelle poche vite umane ancora in vita; è in questo tratto in cui si evince ancora di più la drammaticità di questo racconto: un amico di Levi, Somogyi, di origini ungheresi pochi giorni prima dell’arrivo dei russi mori. In questo drammatico scenario i russi si ritrovano davanti ai loro occhi un paesaggio nascosto che mai e poi mai pensarono di vedere.

In seguito Levi in un lunghissimo viaggio durato mesi ritornerà nella sua casa in Italia, dove ebbe l’opportunità di scrivere le sue opere più famose: Se questo è un uomo, La tregua, La chiave a stella e molti altri scritti dove ripercorrerà l’Olocausto. Quei tragici momenti però non abbandonarono mai l’animo di Primo Levi, tanto che morì, probabilmente per suicidio, a neanche 70 anni.

E’ un libro che di certo vi colpirà e che posso consigliare a chiunque di leggere. Basta un click sopra l’immagine.

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